Prefazione
Quale sarà la verità sulla profezia dei Maya? Un enigma mortale sta attanagliando l'intera umanità, già dai nostri giorni. Una Pandemia di un virus sfuggito dai laboratori, e unitosi ad un altro misterioso virus, di sospetta provenienza aliena, sarà la causa di morte di milioni di Vittime, oppure per un attacco terroristico di dimensioni ed atrocità, peggio del fatidico 11 settembre? Sarà quindi per mano dell'uomo, l'Olocausto del dicembre 2012, ed probabilmente iniziato già da qualche semestre, oppure per cause naturali, meteo astronomiche? Una verità è stata interpretata nel romanzo, una diversa ed agghiacciante verità, difforme da quelle di moltissimi studiosi archeologi. A Natale, potrete leggere anche voi, con un rosario in mano e pregando, quale sarà il destino di tutti noi, su questa terra.
|
|
Prefazione
Leggere il romanzo, “Indietro nel Futuro - Atti d’Amore e Surreali Percezioni” di Antonio de Lieto Vollaro, è stato come essere in “battaglia”. Una battaglia in cui la necessità di un rapporto razionale con le parole viene soppiantata dal piacere di lasciarsi trasportare dalla fantasia che, senza darmi tregua, tenta di prendere più volte il sopravvento.
Nel leggere alcuni periodi mi è più volte sorta spontanea la riflessione che Antonio volesse anticipare, con le parole, come d’altra parte hanno fatto molti autori prima di lui (soprattutto quelli fantascientifici) ciò che in un futuro abbastanza vicino potrebbe rivelarsi realtà. In particolare sono rimasta sbalordita dalla descrizione che l’autore fa, sottolineandone tutte le peculiarità, dei mutamenti sia “temporali” sia “fisici” che si verificano in alcune circostanze imbrigliando l’immaginazione dei comuni mortali, come me, tra le maglie della sua fantasia. E, cosa sbalorditiva, lo fa conservando le caratteristiche umane con le sue paure e le sue debolezze, la sua curiosità e le sue aspirazioni, i suoi pregi e i suoi difetti narrati, sempre, nel rispetto della persona.
Pur affermando sentimenti “forti” de Lieto vollaro si serve di “parole pulite e sincere” da cui traspare il senso di responsabilità che caratterizza chi, nella vita, si è posto come obiettivo primario l’abbattimento dello sfruttamento esercitato sui minori e di migliorare le condizioni di vita per tutti. Come un artigiano, certo della qualità della sua produzione, Antonio assembla le parole con l’equilibrio del cesellatore che, prima di costruire il suo pezzo, ne scompone e ricompone i singoli segmenti che concorrono alla realizzazione della foggia desiderata.
Lo fa sempre, sia quando descrive l’avventura spaziale che fa vivere ai protagonisti momenti di ansia, sia quando ci racconta della coppia che torna sui luoghi che hanno assistito al loro primo incontro. Lo fa quando a parlare è il padre “lo scienziato super” e quando ci descrive l’irruenza di giovani “superdotati” o, in quanto fa dire a Luigia, madre turbata da realtà sconvolgenti. Qui sta, secondo me, la forza del suo romanzo che, come succede con le storie fantasiose di Gianni Rodari o, quelle dolorose di Pier Paolo Pisolini, ci catturano in una trappola che costringe il lettore a mantenere, nonostante il sonno, gli occhi aperti per conoscere l’esito della storia.
Realistica m’è parsa anche la parte dove racconta dell’amico, creduto morto arso vivo, che spiega la metodologia impiegata dall’équipe medica per ricostruirgli l’epidermide inducendomi a un parallelismo con quanto avvenuto con il dibattito, a cui non eravamo preparati, sulle “cellule staminali”. Con noi divisi da preconcetti e incapaci di analizzarne i possibili benefici per l’essere umano, esso si è concluso con la negazione di “un aiuto possibile” verso chi soffre e l’atroce dubbio che, forse, non abbiamo fatto la scelta migliore.
Altrettanto realistico m’è sembrato il passo relativo ai giovani e al loro modo di intervenire contro la banda di studenti strafottenti che mi ha fatto riflettere sul fenomeno del bullismo terribilmente in crescita anche nel nostro Paese.
E cosa dire della metafora con cui Antonio paragona il trascorrere del tempo in una ‘cerniera lampo’ “… man mano che va chiudendosi, copre dietro di sé, punto dopo punto, tutti i ricordi, conservandoli dentro di noi insieme alla spensierata giovinezza. E, come capita a qualunque zip di una comune cerniera lampo, s’inceppa ogni tanto, ma basta un atto d’amore per lubrificarla e far sì che la vita scorra serena per tutti…”.
Qui ritrovo l’Antonio “Poeta” che ho conosciuto. L’artista che ama caratterizzarsi per la sua “Sicilianità” e per il suo modo di scrivere che solo un poeta può fare.
Paolina Carli
|
|
 |
|
AUTORE |
|
| NOTA
DELL'AUTORE |
|
| ORDINA (€ 10.00) |
| |
|
"A.M.I.C.A., Terrore telematico"
Uhm, chissà di cosa tratterà questo libro, vi starete
chiedendo,
un po' interdetti di fronte all' ambiguità di un titolo il
cui tenore farebbe pensare magari ad un thriller o una mistery story,
sulla scia dei vari Stephen King, Patricia Cornwell o del nostro
Carlo Lucarelli.
Niente di tutto ciò. La prima fatica letteraria
di Antonio de Lieto Vollaro potrebbe appartenere, se proprio vogliamo
darle una connotazione di genere, per lo più alla "science
fiction" degli anni '40, quella delle prime opere di Asimov
e Vari Vogt, per intenderci ' con le dovute deferenti cautele. In
realtà la fantascienza rappresenta soltanto l'ingrediente
base di un variopinto cocktail narrativo fatto di avventure per
ragazzi, sfumature gialle da spy story anni '60, con tanto di agenti
segreti invincibili ed ipertecnologici, condito dalle immancabili
venature rosa.
A completare la mistura qualche spruzzatina di fantapolitica, che
con ironia intende riscrivere drammatici episodi della storia, passata
e recente, formulando fantasiose ipotesi su come potrebbe cambiare
il mondo se dietro governanti e politici ci fosse un' invisibile
ed enigmatica guida illuminata...
L'inedito mix, dati gli eterogenei componenti,
possiede indubbiamente una buona dose di originalità e freschezza
che unitamente alla assoluta mancanza di pretenziosità conferiscono
a questo romanzo breve una scorrevolezza e leggerezza di tocco in
grado di supplire alle inevitabili ingenuità di certi dialoghi
e all'inverosimiglianza di alcune trovate.
La trama è ricca di riferimenti alle nuove
forme di comunicazione elettronica, l'attuale "rivoluzione
telematica" (da cui il titolo), così come richiamo molto
le atmosfere di certi telefilms anni '70 quali "Spazio 1999",
"U.F.O.'' o "Star Trek", con quei personaggi tagliati
con l'accetta, dove il discriminare tra il bianco e il nero era
netto ed individuabile come tra i supereroi e i criminali dei fumetti
americani della Golden Age, da Flash Gordon a Superman .
Il pregio maggiore dei racconto è tuttavia
l'estrema imprevedibilità dell'intreccio, caratterizzato
da un'inesauribile creatività che rende la lettura avvincente
e mai noioso.
E se è vero, come disse uno volta lo scrittore Alessandro
Baricco, che "la letteratura è ritmo", allora possiamo
affermare che de Lieto è sulla buona strada. |
|
|